Balboni ha dato l’annuncio il 24 settembre dalla Prefettura di Napoli, dopo una fase di sperimentazione nel penitenziario. Secondigliano è il primo istituto in cui è stato attivato il jammer, un dispositivo che inibisce i segnali dei telefoni mobili e dei droni.
Secondo il sottosegretario, l’impianto ha fermato 24mila tentativi di telefonata nelle prime ore. Il dato riguarda i tentativi registrati e non indica quante persone abbiano provato a chiamare: nel carcere sono detenute circa 1.500 persone. Balboni ha descritto due obiettivi, impedire l’uso illecito di cellulari e ostacolare i droni che trasportano droga all’interno degli istituti.
Il governo prevede di installare il sistema entro fine anno anche in altri carceri con reparti di massima sicurezza. Balboni non ha comunicato quanti impianti siano previsti, definendo il dato riservato. Ha escluso Secondigliano come modello applicabile ovunque: il costo è elevato e, negli istituti collocati nei centri urbani, il disturbo del segnale potrebbe coinvolgere anche le attività civili.
Per questo, secondo il sottosegretario, Poggioreale non rientra nel piano e l’installazione appare improbabile anche a San Vittore e Regina Coeli. Balboni ha citato alternative già adottate in alcuni penitenziari, tra cui reti anti-drone e presidi con cani antidroga.
Nel suo intervento ha inoltre riferito che sono stati stanziati 900mila euro per l’edilizia carceraria e che il governo punta a completare circa 10mila nuovi posti per detenuti entro la metà del 2027.