La misura approvata dal Consiglio dei ministri il 16 settembre riguarda i veicoli fino a 80 kilowatt. Il decreto prevede complessivamente 2,293 miliardi di euro per il 2027. Secondo il ministero dei Trasporti, quasi 24,6 milioni di persone possiedono almeno un veicolo che rientra nella soglia.
Parlando a Dublino durante le riunioni informali di Eurogruppo ed Ecofin, Giorgetti ha ricordato che una parte dei fondi del Pnrr è costituita da prestiti pagati dal bilancio dello Stato. A suo giudizio, le somme risparmiate su progetti realizzati e non più ricollocabili non saranno richieste all'Europa, liberando risorse italiane.
Il ministro ha indicato nei fondi del Piano non utilizzati una parte della copertura da 2,1 miliardi richiamata nelle sue dichiarazioni. Ha sottolineato che il termine per assegnare quelle somme ad altri progetti è scaduto e ha rivendicato la facoltà di governo e Parlamento di disporre dei conseguenti margini di bilancio.
Bruxelles valuterà l'intervento alla luce della Relazione per Paese 2026 e delle raccomandazioni specifiche dello stesso anno. Sul rapporto con il Pnrr, un portavoce ha ribadito che il dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza si basa sui risultati e che i pagamenti dipendono dal loro conseguimento.
Salvini ha dichiarato che nell'esenzione rientrerebbero anche circa sette milioni di moto e motocicli. Per la prossima legge di Bilancio, il ministro punta a superare il limite di 80 kilowatt per includere un numero maggiore di automobili. L'ampliamento resta un obiettivo politico annunciato.
Il ministro dei Trasporti ha inoltre preannunciato un decreto per il prossimo Consiglio dei ministri che rinvierebbe per tutto il 2027 il blocco della circolazione dei diesel Euro 5 in alcune zone d'Italia. Salvini sostiene che il rinvio aiuterebbe centinaia di migliaia di persone e ha criticato l'impostazione delle politiche ambientali europee.