La Filcams Cgil di Bergamo denuncia carenze di personale, ritmi di lavoro più pesanti e una crescente pressione sulla produttività oraria. Secondo il sindacato, l'introduzione di nuove procedure e la sovrapposizione delle mansioni hanno aggravato la situazione dei dipendenti di Apple Retail Italia.

Il segretario generale della Filcams bergamasca, Nicholas Pezzè, sostiene che anche a Orio i lavoratori affrontino da mesi una pressione costante, dovuta a carichi crescenti e a vuoti d'organico strutturali. Ha chiesto che le esigenze di produttività dell'azienda non ricadano sul benessere del personale.

Le organizzazioni sindacali sollecitano un piano condiviso di assunzioni stabili, la trasformazione di una parte dei contratti a termine e la possibilità di aumentare volontariamente l'orario dei dipendenti part-time. Le richieste, spiegano, dovrebbero essere calibrate sulle necessità dei singoli negozi.

Nella ricostruzione sindacale, al confronto del 29 luglio Apple non ha accolto soluzioni strutturali, limitandosi ad anticipare e aumentare il ricorso ai contratti a tempo determinato. Pezzè afferma che tali contratti arrivano a coprire periodi vicini ai sette mesi: a suo giudizio, questo indica un fabbisogno continuativo anziché semplici picchi temporanei.

La data della protesta coincide con il debutto commerciale dei dispositivi presentati a Cupertino il 9 settembre. I dipendenti di Oriocenter sono stati chiamati ad aderire insieme ai colleghi degli altri Apple Store italiani.