Il presidente statunitense ha contestato l’ipotesi di un legame più stretto tra Ottawa e Bruxelles, avanzata dal primo ministro canadese Mark Carney a Ursula von der Leyen il 16 aprile. La minaccia resta condizionata sia alla realizzazione del progetto sia al giudizio politico della Casa Bianca: Trump ha detto che potrebbe intervenire se ritenesse l’intesa un atto ostile.
Lo status immaginato per il Canada non corrisponde a una categoria giuridica già definita nei trattati europei. Un’ipotesi simile era stata proposta dalla Germania per l’Ucraina, con la possibilità di partecipare ad alcune riunioni ministeriali o vertici senza diritto di voto. Non si tratta quindi di un’adesione ordinaria all’Unione.
Ottawa cerca nuovi partner commerciali dopo lo scontro sui dazi con gli Stati Uniti. Bruxelles, a sua volta, punta a rafforzare la cooperazione con un paese con cui condivide interessi nell’energia, nell’intelligenza artificiale, nell’Artico e nella politica climatica.
Il rapporto economico è già cresciuto sensibilmente. Gli scambi tra Canada e Unione europea sono aumentati dell’80% dal 2016, sostenuti dall’accordo di libero scambio che ha eliminato quasi tutti i dazi doganali. Quest’anno il Canada è inoltre diventato il primo paese esterno all’Unione ad aderire al programma europeo di difesa Safe.
Tra gli obiettivi canadesi figura un’intesa che permetta alla Banca europea per gli investimenti di finanziare progetti dedicati ai minerali strategici in Canada. Il progetto mira a ridurre la dipendenza dalla Cina in un settore importante per le filiere industriali.
Resta aperta anche la piena attuazione dell’accordo commerciale. Dieci paesi dell’Unione, tra cui Francia, Italia e Polonia, non lo hanno ancora ratificato, anche per le contestazioni del mondo agricolo. Questa situazione mantiene inattive le disposizioni sulla protezione degli investimenti e sulla risoluzione delle controversie.
Le dichiarazioni di Trump aggiungono dunque una pressione politica a un percorso di cooperazione ancora da definire. Non costituiscono, al momento, l’annuncio di nuovi dazi già entrati in vigore.