La cancellazione del bollo auto per il 2027 è solo un primo passo. Il governo ha promesso di voler abolire per sempre il tributo che pesa sulle tasche di molti automobilisti, ma la norma non è ancora approdata in Parlamento e già si ragiona sulle modifiche da apportare, tutte in senso estensivo. Si discute di come alzare la soglia per le famiglie numerose o di come aiutare anche chi usa l'auto per lavoro e magari supera l'attuale limite di esenzione. C'è anche chi propone di rivedere il superbollo, la sovrattassa aggiuntiva che si applica sulle auto potenti e che da tempo si pensa di alleggerire.
Il testo approdato a tarda sera in Gazzetta Ufficiale stima un costo di poco inferiore ai 2,4 miliardi per il solo 2027. Di questi, una parte ampia - poco meno di 1,7 miliardi - deriva da economie accertate sui diversi capitoli del Pnrr emerse dal monitoraggio avviato quest'anno. Il resto proviene da numerose altre poste che utilizzano, in modo frastagliato, i fondi accantonati dai diversi ministeri di spesa, dalle Infrastrutture alla Sanità, dalla Difesa all'Agricoltura. Se il decreto rimanesse così, si tratterebbe però solo di uno stop temporaneo.
La manovra di bilancio, ha assicurato la premier Giorgia Meloni, renderà la misura strutturale. Lo dice in chiaro anche il comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri. L'attuale copertura, quella per il 2027, viene in gran parte realizzata con economie del Pnrr che si spalmano sulle diverse misure. Questa copertura, sulla quale l'opposizione solleva anche dubbi di costituzionalità, non esaurisce il compito del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al quale spetterà trovare per l'abolizione strutturale le risorse anche per i due anni successivi, pari a conti fatti a circa 5 miliardi.
Il bollo auto diventa così un altro capitolo di rilievo da aggiungere a una manovra che si propone di alleggerire l'Irpef tra i 50 e i 60mila euro e di riproporre bonus per favorire i rinnovi contrattuali e l'aumento dei salari per i giovani. Difficile poi blindare le misure in un anno pre-elettorale, tenendo stretti i cordoni della borsa. Il tamburo rulla già per modificare ed estendere l'esenzione.
"Io sicuramente cercherò di allargarlo alle famiglie numerose, quelle con più di tre figli, magari aumentando anche un po' i kilowatt per queste categorie", dice Marco Osnato, deputato di Fdi e presidente della commissione Finanze della Camera. L'idea è che le famiglie numerose, quelle con più di tre figli, abbiano bisogno di vetture ampie, come i monovolume che hanno potenze fino a 150 kW. Il tam tam suggerisce che ci sarebbe già un pressing per attuare misure specifiche in favore dei lavoratori autonomi che hanno la necessità di usare un'auto più potente o un furgoncino.
Sul fronte opposto c'è il superbollo. Il vicepremier Matteo Salvini annuncia che è al lavoro per una limatura di questa sovrattassa che pagano le vetture oltre i 185 kW. "Sto facendo le stime al ministero e cuba circa 250 milioni di euro di introito all'anno", spiega, aggiungendo che l'ipotesi prevede un costo complessivo da 50 milioni, perché il rilancio del mercato di questo segmento automobilistico farebbe comunque entrare maggiori tasse nelle casse dello Stato.
Le associazioni dei consumatori fanno i conti. Secondo Altroconsumo, il risparmio annuo stimato varia tra 113,52 e 141,90 euro. "Per stimare il possibile risparmio abbiamo moltiplicato la potenza in kW dei modelli presi come esempio per 2,58 euro al kW, cioè la tariffa base applicata alle auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 fino a 100 kW", spiega l'associazione, che calcola un vantaggio pari a 113,52 euro per Volkswagen Up, Skoda Citigo e Seat Mii; 123,84 euro per Dacia Sandero, Renault Twingo e Renault Clio; 126,42 euro per Hyundai i10 e Kia Picanto; 131,58 per Fiat Panda e Fiat 500; 136,74 euro per Toyota Aygo X; 141,90 euro per Citroen C3 e Peugeot 208.
"Si tratta di stime indicative - precisa Altroconsumo -, non dell'importo garantito a tutti i proprietari. La tariffa di 2,58 euro per kW è quella base, ma il bollo è regionale e alcune amministrazioni applicano importi differenti, riduzioni o agevolazioni particolari. Anche la classe ambientale incide sul calcolo: per le auto Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 la tariffa unitaria è più elevata. Per conoscere il risparmio effettivo bisogna verificare quanto sarebbe dovuto nella propria Regione per il 2027, eventualmente usando il servizio di calcolo del bollo Aci".
Per il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, "se prendiamo per buoni i dati forniti ieri dal governo, ossia stanziamento previsto e platea dei beneficiari, dati invero tutti da verificare e che sembrano fin troppo ottimistici, il risparmio sul bollo auto sarà pari in media a poco meno di 163 euro a veicolo. Peccato - sottolinea - che l'inflazione di ieri, +3,3%, su base annua costi mediamente 882 euro a famiglia, ossia 719 euro in più".
"Se calcoliamo il caso di famiglie con 2 veicoli intestati a persone diverse, il taglio del bollo arriva a 325 euro. - prosegue Dona - Ma se confrontiamo questo beneficio con la famiglia che per logica è più probabile abbia due auto, ossia una coppia con 1 figlio, allora si ha una maggior stangata pari a 795 euro. Infine, se consideriamo il caso limite di una famiglia con 3 veicoli intestati a 3 persone diverse, a fronte di uno sgravio fiscale di 488 euro, escono comunque dalle tasche 711 euro in più, visto il rialzo del costo della vita di 1199 euro".
Il risparmio stimato medio indicato dalle associazioni resta comunque inferiore alla stangata che il caro carburante promette sulle tasche degli automobilisti. Per un'ulteriore estensione dell'esenzione, il nodo è quello delle risorse, una coperta sempre troppo corta.