L’ordine di decollo immediato è arrivato dal Combined Air Operation Centre della Nato di Uedem, in Germania, dopo che i radar alleati avevano tracciato la presenza non autorizzata dei due velivoli di Mosca nello spazio aereo della Lituania. L’intervento è scattato in modalità «scramble», la procedura di allerta rapida utilizzata per rispondere a intrusioni aeree.

I caccia italiani impegnati nell’operazione appartengono alla Task Force Air «Baltic Thunder III», il contingente dell’Aeronautica Militare schierato nel Paese baltico con il compito di garantire l’integrità dei cieli della regione. L’attività rientra nella missione Nato di difesa e sorveglianza aerea sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.

L’episodio si inserisce nel quadro delle continue attività di monitoraggio e difesa aerea svolte dalle forze alleate lungo i confini con la Russia e l’exclave di Kaliningrad. La presenza della Task Force italiana in Lituania rientra nelle rotazioni periodiche della Nato per la Baltic Air Policing, la missione d’allerta permanente creata per proteggere le repubbliche baltiche, prive di una propria aviazione da caccia, da ogni potenziale intrusione o minaccia ai confini dello spazio aereo euro-atlantico.

Il coordinamento operativo dell’intercettazione è stato gestito dalla struttura tedesca della Nato, che ha autorizzato il decollo dei due Eurofighter dalla base lituana non appena è stata confermata la violazione dello spazio aereo. Non sono state fornite ulteriori informazioni sull’esito dell’intercettazione oltre all’avvenuto scramble.