Browne, presidente del Council of Fashion Designers of America, ha portato la primavera nel centro culturale progettato dallo studio Diller Scofidio and Renfro tra l’Hudson e la High Line. La scala monumentale dell’allestimento faceva apparire minuscoli gli ospiti, immersi nell’universo fantastico del film distribuito in Italia con il titolo «Megaminimondo».

Ad assistere alla sfilata c’erano Adam Scott e Britt Lower, interpreti di Mark e Helly in «Scissione», Naomi Watts e Demi Moore. Con loro Anna Wintour, Chloe Malle, sua erede alla guida di Vogue, e Andrew Bolton del Met, marito dello stilista.

In passerella, il ciclo della metamorfosi ha preso forma attraverso bozzoli, crisalidi e ali variopinte. Gonne aderenti e corsetti richiamavano i movimenti degli invertebrati, mentre gli abiti a palloncino riprendevano i colori delle coccinelle. Le modelle avanzavano su altissimi tacchi di vernice, con gli occhi nascosti da lunghe frange: anche il guardaroba preppy caratteristico della maison entrava nella trasformazione.

Il lavoro sui materiali distingueva le diverse creature. Mesh, sete, tweed, oxford e plaid componevano i corpi decorati di coccinelle, tonchi, coleotteri tanaceto e coleotteri golia. La vedova nera era evocata da duchesse di seta nera, moiré di seta e mohair, con il caratteristico segno rosso. Abiti-gilet halter a due bottoni disegnavano gli esoscheletri dei grilli, mentre una giacca biker in pelle oliata costruiva il corpo di una mosca su un abito sartoriale in seta.

L’immaginario si estendeva agli anfibi: bikini a intarsio e blocchi di colore riproducevano le marcature irregolari di una raganella in lamé argentato e di una rana freccia velenosa in twill di lana blu navy. Per il baco da seta, Browne accostava una giacca sportiva in morbida lana alpaca bianca spazzolata a una gonna plissettata a strati.

La metamorfosi coinvolgeva anche gli accessori. Hector, la borsa ispirata al bassotto dello stilista, diventava un bruco verde; le pochette assumevano la forma di cavallette rosa, arancioni, verdi e gialle. Ricami di api, libellule, fiori e muschio invadevano gonne, bermuda, camicie, cravatte e giacche a quadri e righe.

È lo stesso registro ironico e teatrale con cui Browne era arrivato agli US Open all’inizio di settembre, vestendo Naomi Osaka con un lungo cappotto bianco ricamato con racchette da tennis.

La sfilata ha concluso una settimana segnata anche dalle trasparenze e dalle proporzioni esasperate di Christian Siriano e dalle stampe colorate di Henry Zankov, nuovo direttore creativo incaricato di rilanciare Diane von Furstenberg. Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Michael Kors e Calvin Klein hanno mantenuto il loro ruolo nel panorama della manifestazione. Sul piano delle regole, la novità riguarda l’esclusione della pelliccia animale dalle collezioni ammesse al calendario ufficiale della New York Fashion Week.