Il decesso è stato confermato all'Afp dal suo legale, l’avvocato Philippe Courtois, che ha dichiarato che la decisione è stata presa in accordo con tre medici di Namur, sostenendo che il corpo di Denis non era più in grado di sostenere la vita e che soffriva di dolori intensi da molti mesi.
Denis era gravemente debilitato da un’operazione per un’ernia inguinale effettuata il 17 luglio 2023, durante la quale gli fu impiantata una protesi in polipropilene; da allora aveva riferito una perdita di peso di 17 kg in tre mesi, dolori lancinanti, problemi digestivi, gastroparesi, mutilazione vascolare, malassorbimento e una progressiva perdita di autonomia.
Poche ore prima di morire, l’attore ha pubblicato su Facebook un lungo messaggio in cui affermava di aver “chiuso con i maltrattamenti medici” e criticava aspramente la “violenza” del sistema sanitario e del produttore della protesi, citando Victor Hugo: “Morire non è nulla, ciò che è doloroso è non vivere”.
In una recente intervista a Le Parisien, Denis ha ricostruito la sua odissea post‑operatoria, sostenendo che la protesi fosse la causa del suo deterioramento, nonostante le perizie mediche non fossero conclusivi.
Delphine Depardieu, amica dell’attore che ha assistito all’eutanasia, ha riferito al quotidiano che Denis è morto “sollevato, quasi con un sorriso sulle labbra”.
Vincitore del Premio Molière per la sua interpretazione in “Le relazioni pericolose”, Denis era noto per numerosi ruoli di spicco nel teatro francese; la sua morte riaccende il dibattito sull’eutanasia e sul rapporto tra pazienti e sistemi sanitari.