L’intervento dei compagni ha impedito che l’attacco si consumasse; le autorità hanno recuperato i coltelli nascosti nel locale igienico e hanno avviato le indagini sulla rete di comunicazione digitale utilizzata dal giovane.

Il caso di Milano è l’ultimo di una serie di violenze scolastiche che hanno scosso l’Italia negli ultimi mesi, dopo gli episodi di Lamezia Terme, Roma, Trescore Balneario (Bergamo) e San Vito Lo Capo (Trapani).

Il psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro, ha commentato l’accaduto sottolineando che la radice della rabbia e della paura nasce “dalla scuola, dai genitori e dalla responsabilità delle istituzioni”, invitando a una “vera e concreta prevenzione”.

Lancini, che ha appena pubblicato il libro ‘A volte ti amo’, ha spiegato che la radicalizzazione online non è la causa primaria della violenza, ma un rifugio per giovani già fragili, e ha criticato la tendenza a demonizzare la rete senza affrontare le carenze emotive degli adulti.

Durante un’audizione al Senato, Lancini ha proposto di vietare i social media a tutti, da zero a 99 anni, sostenendo che la dipendenza da piattaforme digitali è alimentata da genitori e insegnanti che hanno trasformato la vita dei ragazzi in una “realtà onlife”.

Secondo il professionista, la soluzione passa per un ritorno all’educazione affettiva, al riconoscimento delle emozioni e a una responsabilità più consapevole da parte di adulti, scuole e istituzioni, per contrastare la crescita di una cultura della violenza.