Mario Roggero resta detenuto nel carcere di Bollate. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile l’istanza di differimento della pena collegata alla richiesta di grazia presentata dal gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per i fatti del 2021.
Roggero, 72 anni, era stato condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo che avevano assaltato il suo negozio. Il provvedimento depositato a Milano è il secondo stop dopo quello già arrivato dal Tribunale di Sorveglianza di Torino ed è in linea con la richiesta della procura generale.
La difesa aveva chiesto il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia. In subordine era stata proposta la detenzione domiciliare, ma anche il primo giudizio torinese aveva respinto la richiesta.
Davanti ai giudici milanesi Roggero aveva reso dichiarazioni spontanee, spiegando di aver avuto, nei due mesi di detenzione, il tempo di pensare e di aver avviato un percorso di rivisitazione critica della propria condotta. Secondo quanto riferito dal legale prima della decisione, il gioielliere aveva riconosciuto che ogni vita merita rispetto e che quel giorno avrebbe probabilmente potuto tenere una condotta diversa e più mite.
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha indicato due ragioni per l’inammissibilità. La prima riguarda la natura dell’istituto richiesto, applicabile soltanto quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata, mentre l’istanza milanese è stata presentata quando Roggero era già detenuto.
La seconda ragione è legata al fatto che sulla stessa richiesta si era già pronunciata la magistratura torinese. Secondo i giudici, l’istanza era stata avanzata correttamente a Torino quando Roggero era ancora libero ed è ora soggetta alle ordinarie regole di impugnazione.
Il collegio ha anche risposto alle argomentazioni della difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Marcolini e sostenuta da una memoria depositata il 10 settembre. I giudici hanno ricordato il carattere eccezionale del differimento dell’esecuzione della pena e il limitato spazio temporale entro cui il beneficio può essere concesso, pari a sei mesi.
Nel provvedimento si evidenzia che la ratio dell’istituto impone di applicarlo soltanto a soggetti ancora liberi, perché in caso contrario la norma potrebbe prestarsi a utilizzi impropri. Per i detenuti, hanno osservato i giudici, esistono altri strumenti normativi che, se ne ricorrono i presupposti, possono portare al differimento della pena o alla detenzione domiciliare.
Roggero si era costituito nel carcere di Bollate il 17 luglio dopo la condanna definitiva. Nel penitenziario sta lavorando come contabile, mentre resta pendente il percorso legato alla domanda di grazia.