L'indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab), che misura i prezzi delle case acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, è aumentato dell'1,7% rispetto al trimestre precedente e del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita tendenziale resta quindi positiva, ma più contenuta di quella registrata nei primi tre mesi dell'anno.
A livello territoriale, l'Istat segnala che la crescita tendenziale dei prezzi è più marcata nel Centro (+5,1%) e nel Nord-Est (+4,2%), mentre è più contenuta, pur restando su valori positivi, nelle altre ripartizioni. Tali andamenti, si legge nel commento dell'istituto, si manifestano in un contesto di sostanziale stabilità dei volumi di compravendita, dopo circa due anni di espansione del mercato residenziale.
Tra le città, è in forte accelerazione Torino, dove l'incremento su base annua è dell'8,5%, dopo il 3,8% del trimestre precedente. Seguono Roma, con un rialzo tendenziale del 6,4% dal 5,5% del primo trimestre, e Milano, che segna una crescita pari al 2,4%, in netto rallentamento rispetto al +7,1% del trimestre precedente.
La dinamica dei prezzi è differenziata anche tra abitazioni nuove e già esistenti. Nel secondo trimestre sono in crescita su base tendenziale sia i prezzi delle abitazioni nuove (+5%) sia quelli delle abitazioni già esistenti (+3,7%). Entrambe le componenti mostrano però un rallentamento rispetto al trimestre precedente, quando le variazioni erano state rispettivamente del +6,7% e del +4,6%.
Anche su base congiunturale l'aumento dell'Ipab (+1,7%) risente della crescita dei prezzi sia delle abitazioni nuove (+2,7%) sia di quelle già esistenti (+1,5%). La variazione media per il 2026 dell'indice Ipab acquisita nel secondo trimestre dell'anno è pari a +3,8%, con un +3,8% per le abitazioni nuove e un +3,6% per quelle già esistenti.