La busta è stata spedita da Salerno da mittenti anonimi. Nel foglio che accompagnava il proiettile si chiedeva al ministro di denunciare presunte irregolarità nel rilascio di diplomi da parte di scuole private della provincia di Salerno.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso sui social la propria solidarietà e quella del governo. «Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia», ha scritto, manifestando fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine per chiarire l’accaduto e chiedendo una condanna «netta e unanime» da parte di tutte le forze politiche.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rivolto a Valditara la sua «piena e convinta solidarietà», auspicando che i responsabili siano individuati rapidamente. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha esteso la vicinanza alla famiglia del ministro, sottolineando che intimidazione e violenza vanno condannate in qualunque forma si manifestino: «Non può esserci spazio per chi semina odio».
Dal Partito democratico è intervenuta Irene Manzi, responsabile nazionale scuola, che ha espresso solidarietà al ministro e ribadito che violenza e intimidazione non devono entrare nel confronto politico e istituzionale. «La politica deve restare il luogo del confronto, del rispetto reciproco e delle idee, anche — e soprattutto — quando le posizioni sono profondamente diverse», ha dichiarato.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha distinto sui social il diritto al dissenso e alla critica dalle minacce: «Il dissenso è libero, la critica legittima, l’intimidazione e la violenza non lo saranno mai». Anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha espresso vicinanza a Valditara e chiesto una ferma condanna da tutte le forze politiche.
Zangrillo, intervenuto a margine della presentazione di Auxil.ia Piemonte, l’intelligenza artificiale al servizio della pubblica amministrazione piemontese, ha insistito sulla necessità di favorire dialogo e confronto. Richiamando le pagine drammatiche vissute dall’Italia in passato, ha ribadito che episodi del genere devono essere condannati.
La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha espresso solidarietà personale e politica al collega, definendo le azioni rivolte contro di lui «nel metodo […] terroristiche». Nella sua dichiarazione ha difeso i provvedimenti di Valditara a tutela dei minori, degli insegnanti e dell’alleanza tra scuola e famiglia, collegando le intimidazioni all’opposizione ideologica all’azione del governo in questi ambiti.