Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che Italia e Grecia chiedono da mesi maggiori contributi. Secondo la posizione italiana, chi non partecipa con mezzi militari dovrebbe concorrere alle spese, perché la protezione delle rotte interessa l'intera Europa. Kallas è favorevole al potenziamento, ma la disponibilità delle unità dipende dalle decisioni delle capitali.
Avviata nel febbraio 2024, Aspides ha un mandato difensivo che consente l'uso della forza per proteggere le navi mercantili dagli attacchi degli Houthi. Dispone di tre unità, mentre il progetto iniziale prevedeva la presenza contemporanea di cinque. Italia e Grecia hanno assicurato continuativamente mezzi navali; Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio hanno contribuito in momenti diversi.
Il comando strategico si trova a Larissa, in Grecia. Quello operativo, ospitato sulla nave ammiraglia, è passato attraverso diverse rotazioni: inizialmente era affidato all'italiano Stefano Costantino, mentre ora è guidato dal greco Vasileios Gryparis. Finora Roma lo ha esercitato due volte e Atene quattro.
Nelle ultime ore la missione ha autorizzato la fregata italiana Bergamini a scortare il mercantile Jolly Oro della compagnia Ignazio Messina nel transito verso nord attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. La decisione è arrivata dopo una richiesta della nave commerciale. Un portavoce della Commissione europea ha richiamato questo intervento per sottolineare il contributo di Aspides alla sicurezza di una rotta cruciale.
Il nodo finanziario riguarda la ripartizione degli oneri: il Paese che invia una nave ne sostiene i costi principali, mentre il fondo intergovernativo EPF copre voci minori. Finora sono stati stanziati 15 milioni di euro. La richiesta italiana mira dunque ad affiancare alle eventuali nuove unità una distribuzione più ampia della spesa.
Nella discussione pesa anche l'impegno dei Paesi dell'Europa nord-orientale a sostegno dell'Ucraina. Fonti diplomatiche riferiscono che questi partner ritengono spetti maggiormente agli Stati del fianco sud occuparsi della sicurezza marittima nella regione.
È stata inoltre valutata più volte una fusione con Atalanta, che opera in un'area vicina. L'ipotesi ha incontrato veti incrociati di Grecia e Spagna, quest'ultima sede del comando di Atalanta a Rota. Per l'Italia resta anche l'esigenza di bilanciare gli impegni comuni con la protezione dei propri mercantili: la Caio Duilio era già nel Mar Rosso prima dell'avvio di Aspides e ne divenne la prima ammiraglia.