La decisione riguarda il quadro di tensione lungo le rotte marittime, con la situazione nello stretto di Bab el-Mandeb che si aggiunge alla crisi di Hormuz. Bab el-Mandeb costituisce l'accesso meridionale alla rotta del Mar Rosso verso il Canale di Suez, lungo la quale passa circa il 12% del commercio mondiale.
Crosetto ha sostenuto che l'Italia dispone delle capacità per proteggere il transito e raccogliere le informazioni necessarie. Ha inoltre chiesto di evitare ritardi decisionali e burocratici che, a suo giudizio, rischiano di aggravare le conseguenze economiche delle tensioni internazionali.
Il ministro ha collegato le interruzioni delle rotte a ritardi nelle consegne, aumenti dei costi e rincari per famiglie e imprese. Ha osservato che gli effetti delle crisi economiche pesano soprattutto sulle persone più vulnerabili e possono compromettere la coesione sociale.
Nella sua lettura, la libertà di navigazione tutela gli approvvigionamenti, il lavoro delle aziende e il potere d'acquisto. La protezione deve estendersi anche sotto la superficie del mare, ai cavi per la trasmissione dei dati, ai collegamenti energetici e alle altre infrastrutture essenziali.
Crosetto ha quindi descritto un ruolo della Difesa che comprende, oltre alla sicurezza fisica del territorio, quella economica, energetica, digitale e delle comunicazioni. Una nazione, ha sostenuto, può essere indebolita anche colpendone l'economia e la fiducia nelle istituzioni.
Richiamando il dato secondo cui quasi il 90% del traffico mondiale delle merci viaggia via mare, il ministro ha ribadito l'importanza della dimensione marittima per l'Italia. Ha confermato l'impegno della Difesa e della Marina a intervenire quando necessario per gli interessi nazionali e la sicurezza dei cittadini.