Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Centocelle dopo la chiamata al 112 e, poco dopo, il soccorso sanitario (118). La docente è stata trasportata in ospedale in stato di shock, ma i medici hanno confermato che non corre pericolo di vita.

Secondo le ricostruzioni fornite dai compagni di classe, l’alunno, che aveva con sé un cellulare collegato a Telegram, avrebbe tentato di trasmettere in diretta la violenza mediante una videochiamata. Prima di colpire, è entrato in aula dopo una breve assenza per “indossare il casco con la telecamera”.

L’intervento decisivo è stato quello di un altro studente, che ha bloccato l’aggressore impedendogli di proseguire l’attacco. La preside dell’istituto, Wanda Giacomini, ha dichiarato che la comunità scolastica è profondamente scossa e ha annunciato l’apertura, la prossima settimana, di un centro giovanile per contrastare l’influenza dei social media sui minori.

Le autorità locali hanno espresso solidarietà. L’assessora alla Scuola del Municipio V, Cecilia Fannunza, si è recata sul posto indossando un casco con telecamera per documentare l’accaduto, mentre il presidente del Municipio, Mauro Caliste, ha sottolineato la necessità di “un maggior controllo” sui giovani. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha contattato la dirigente scolastica, ribadendo la necessità di vietare l’accesso ai social a chi ha meno di 15 anni e di attuare il Kids Act dell’UE.

Il caso richiama un episodio avvenuto a marzo 2026 vicino a Bergamo, dove una docente di 57 anni, Chiara Mocchi, era stata accoltellata da un alunno di pari età. Entrambi gli eventi hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole, con sindacati come UIL, FNV e CGIL che chiedono misure strutturali – tra cui metal detector e maggiori risorse per la prevenzione – piuttosto che sole risposte punitive.

Secondo le prime informazioni, il movente dell’attacco potrebbe essere legato a un debito scolastico: gli studenti hanno riferito che la professoressa avrebbe ricevuto un voto insufficiente e che l’alunno “la odiava”. Il giovane, descritto come “tranquillo” e senza precedenti disciplinari, frequenta la scuola da otto anni, avendo vi concluso anche la scuola elementare nello stesso istituto.