L’attacco, avvenuto durante le ore di lezione, è stato trasmesso in diretta sui social dal minorenne, che ha colpito la professoressa prima di essere fermato. Dopo l’intervento dei soccorsi, il ragazzo è stato ricoverato all’ospedale Umberto I, dove si trova dal mattino di ieri.

Le forze dell’ordine hanno effettuato una copia forense dei dati contenuti nel cellulare del 13enne e di quello della madre, con l’obiettivo di ricostruire i contatti avuti dal giovane prima dell’aggressione e verificare eventuali istigazioni esterne. Verrà analizzato anche il profilo social aperto dal ragazzo, seguito da quattro contatti, per capire se vi fossero messaggi o influenze premeditate.

In base alle informazioni raccolte, i carabinieri hanno inviato una prima comunicazione alla Procura presso il Tribunale dei Minori. Il ragazzo, non imputabile per età, sarà comunque oggetto di un fascicolo di indagine, presumibilmente per il reato di lesioni, e verrà avviata la procedura per l’applicazione di misure rieducative, che possono spaziare dall’affido a servizi di assistenza fino al collocamento in una comunità.

Il caso ha suscitato l’intervento del psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro, che ha sottolineato la necessità di affrontare il disagio del giovane in ambito familiare e scolastico, piuttosto che in televisione. Lancini ha ricordato che la legge minorile italiana è considerata avanzata a livello internazionale, ma ha avvertito che un gesto violento di un tredicenne non può essere trattato come un episodio isolato, ma come sintomo di fragilità emotiva non espressa altrimenti.

Lancini ha inoltre richiamato l’attenzione su fenomeni più ampi di disagio giovanile, come l’hikikomori e i disturbi alimentari, e ha invitato a una discussione più aperta su suicidio e violenza nelle scuole e nelle famiglie, evitando di attribuire colpe a fattori tecnologici come l’intelligenza artificiale.