L'inchiesta, trasferita nei mesi scorsi da Milano per competenza territoriale, riguarda episodi tra il 2024 e il 2025 e l'ipotesi di concorso in frode sportiva. La richiesta della procura guidata da Claudio Gittardi interessa l'ex designatore arbitrale Rocchi, l'ex supervisore Var Gervasoni e i due ex addetti al Var Nasca e Di Vuolo.

Uno degli episodi esaminati è Inter-Verona del 6 gennaio 2024. Per Nasca e Di Vuolo le contestazioni riguardavano la mancata raccomandazione di una revisione a bordo campo al direttore di gara Fabbri per il fallo di Bastoni nell'azione precedente al gol del 2-1 dell'Inter.

A Rocchi venivano attribuiti un presunto condizionamento dell'addetto Var Paterna in Udinese-Parma del 1° marzo 2025 e due designazioni relative all'Inter. Per Gervasoni l'episodio richiamato era la presunta interferenza su Nasca durante Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025.

I pm distinguono gli eventuali problemi tecnici e organizzativi dagli elementi necessari a sostenere un'accusa penale. Per la frode sportiva, spiegano, non basta rilevare un intervento sulla sala Var: occorre dimostrarne la natura fraudolenta, la finalità di modificare il corretto esito della competizione e l'eventuale contributo consapevole degli altri soggetti. Gli atti non consentono, secondo la procura, una ragionevole previsione di condanna.

La richiesta segnala comunque criticità istituzionali, tensioni sulla gestione del settore arbitrale, dubbi sulle regole della sala Var e rischi nei rapporti tra arbitri, federazione e club. Si tratta di aspetti che potrebbero essere valutati in sede disciplinare, regolamentare o politico-sportiva, ma che i magistrati non ritengono sufficienti per procedere penalmente.

A luglio i pm di Milano avevano già chiesto l'archiviazione dell'accusa di frode sportiva per Rocchi nel filone delle designazioni e archiviato la posizione dell'Inter. Nello stesso mese avevano trasmesso alla giustizia sportiva gli atti dell'inchiesta articolata in più filoni.