I carabinieri sono intervenuti dopo una chiamata al 112. Secondo il figlio della docente, la madre ha riportato tre ferite al fianco, sotto il seno, senza lesioni agli organi interni. Le sue condizioni sono buone, ma resta sotto shock. Le mancava un anno alla pensione.

Nell'intervista a Repubblica.it, Marsilio ha raccontato che l'alunno è entrato alle 9.20 senza bussare. A suo dire indossava un casco da ciclista e occhiali con una telecamera: prima le avrebbe spruzzato il peperoncino in volto, poi l'avrebbe colpita in silenzio con un pugnale dalla lama di almeno 20 centimetri. La docente ha riferito di aver temuto di morire.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo aveva un telefono collegato a Telegram e avrebbe cercato di trasmettere l'aggressione in videochiamata. Anche i compagni hanno descritto un dispositivo per riprendere la scena. Il tentativo di diffusione online e l'eventuale influenza di contenuti violenti rimangono circostanze da confermare.

Gli studenti hanno indicato come possibile movente un'insufficienza da recuperare: il ragazzo avrebbe dovuto affrontare una prova in classe. Questa versione non costituisce un accertamento del motivo dell'attacco. La preside ha chiesto riservatezza e collaborazione, ricordando che sono coinvolti minori e che ora la priorità è assistere i ragazzi.

Le descrizioni dei precedenti comportamenti dell'alunno non coincidono. La dirigente ha spiegato che, negli otto anni trascorsi nell'istituto, non aveva destato particolari preoccupazioni. Marsilio ha invece ricordato segnali di inquietudine e rabbia durante l'anno precedente. Nell'intervista ha espresso dispiacere per il suo malessere e il desiderio di incontrarlo e abbracciarlo.

Interpellata sui propri post favorevoli alla remigrazione e sull'origine congolese dello studente intervenuto a salvarla, la professoressa ha confermato le sue posizioni. Ha distinto la condizione del ragazzo, al quale riconosce il diritto di vivere in Italia e che ritiene meritevole di una medaglia, da quella di chi commette reati.

Il presidente del Municipio V Mauro Caliste e l'assessora alla scuola Cecilia Fannunza hanno portato solidarietà alla docente. Hanno inoltre annunciato l'apertura di un centro giovanile nella settimana successiva, richiamando la necessità di accompagnare i ragazzi anche nel rapporto con i social.

Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha contattato la dirigente Wanda Giacomini. Ha proposto di impedire ai minori di 15 anni l'accesso a social e canali pericolosi, richiamando il Kids Act della Commissione europea e chiedendo maggiore rispetto delle regole scolastiche.

Save the Children ha sollecitato investimenti nel benessere psicologico, sostegno agli insegnanti e spazi di ascolto ed educazione emotiva. L'organizzazione ha invitato a non estendere il giudizio a un'intera generazione: proprio un compagno ha fermato l'aggressione. Se fosse confermata la volontà di condividere il gesto online, ritiene necessario approfondire i rischi di emulazione e ricerca di visibilità.

Un precedente risale al marzo 2026, vicino a Bergamo: la docente Chiara Mocchi, 57 anni, fu accoltellata da un tredicenne e raccontò di essere stata aiutata dall'intervento di un altro alunno.