Intervistato dal direttore Franco Bechis al Festival di Open a Parma, in collegamento da Dublino, Giorgetti ha spiegato che il decreto legge sul bollo serve a predisporre gli atti necessari. Occorre ancora un accordo con le regioni, in particolare quelle a statuto speciale, per essere pronti dal primo gennaio. Nella manovra la misura verrà estesa nel tempo, mentre un eventuale ampliamento dei beneficiari dovrà rispettare i vincoli finanziari.
Il ministro ha collegato la scelta al rincaro di benzina e gasolio. A suo giudizio, gli sconti sulle accise già adottati dall'Italia non erano finanziariamente sostenibili. Il taglio del bollo avrebbe invece il vantaggio della semplicità, senza richiedere autocertificazioni o Isee che rendano più complesso l'accesso al beneficio.
Quanto ad altre riduzioni fiscali, Giorgetti ha invitato ad attendere la definizione del quadro dei conti pubblici. Nelle valutazioni entreranno le previsioni di crescita, i tassi di interesse, il prezzo del petrolio e il costo dell'adeguamento delle pensioni all'inflazione. Solo dopo sarà possibile individuare i margini per nuovi interventi.
La proposta per i giovani prevede un impegno congiunto: lo Stato ridurrebbe significativamente le imposte e i datori di lavoro aumenterebbero le retribuzioni. Giorgetti la considera praticabile e potenzialmente poco costosa, ma l'ha presentata come un'ipotesi da valutare per la prossima manovra, senza indicare importi o soglie di accesso.
Il costo del debito resta la principale preoccupazione del ministro. Giorgetti ha ricordato di aver insistito per quattro anni sulla necessità di controllarlo e ha osservato che l'aumento degli interessi sottrae risorse a investimenti e riduzioni d'imposta. Ha perciò ribadito la necessità di una gestione delle finanze pubbliche capace di mantenere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori che acquistano titoli italiani.
Sul piano politico, ha collegato la stabilità dei governi alla capacità di affrontare le difficoltà economiche e geopolitiche. Ha descritto il premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale in via di approvazione come uno strumento per assicurare la durata dell'esecutivo lungo il mandato.
Giorgetti ha poi richiamato il problema demografico, sostenendo che l'invecchiamento della popolazione e la perdita di circa 300 mila cittadini all'anno limitano le prospettive di crescita. A suo avviso, accanto alla produttività generata da investimenti, tecnologia e intelligenza artificiale conta anche la presenza di una popolazione giovane.
Per gli investimenti il ministro esclude una manovra soltanto difensiva. Ha valorizzato l'iperammortamento pluriennale per la certezza che offre alle imprese e ha indicato ulteriori possibilità di semplificazione dopo gli interventi sulla Zes del Mezzogiorno. Digitalizzazione e intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione sono, nella sua valutazione, altri strumenti per aumentare la produttività e modernizzare il Paese.