Alla riunione hanno partecipato i leader delle forze rappresentate in parlamento o i loro candidati alle presidenziali del 2027, il premier Sébastien Lecornu e i vertici militari e dell'intelligence. Il confronto ha riguardato i rischi legati alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente e le ripercussioni sui prezzi dell'energia.
Macron sostiene che le minacce russe in Europa stiano cambiando natura e mirino a intimidire i Paesi che aiutano Kiev. Ha citato il ritrovamento, la scorsa estate, di un drone carico di esplosivo all'aeroporto di Lipsia. A suo giudizio, queste azioni non fermeranno il sostegno francese agli ucraini.
L'ex premier e candidato di centrodestra Édouard Philippe ha riferito che il presidente ha insistito sulla necessità di inviare messaggi alla Russia senza entrare in belligeranza. L'ecologista Marine Tondelier ha espresso preoccupazione per le azioni di destabilizzazione di Mosca. Il comunista Fabien Roussel ha descritto il quadro presentato dai servizi come quello di conflitti senza una rapida soluzione e di una minaccia destinata a durare.
Il sostegno a Kiev resta oggetto di confronto politico. Alcuni candidati, fra cui Marine Le Pen, ritengono insufficienti le risorse per mantenere gli aiuti agli attuali livelli. Per il Rassemblement national era presente all'Eliseo il presidente Jordan Bardella.
Sul fronte energetico, Macron intende usare la presidenza di turno francese del G7 per migliorare il coordinamento delle scorte. Diversi partecipanti hanno chiesto interventi più consistenti a difesa del potere d'acquisto. Il presidente ha attribuito l'inflazione energetica alle guerre e al contesto internazionale, riconoscendo la legittimità delle proteste ma sostenendo che non offrono da sole soluzioni a queste cause.
Macron ha chiesto al governo di valutare e, se necessario, adeguare gli aiuti specifici destinati a compensare parte degli aumenti dei carburanti. L'appello all'unità arriva in un clima di tensione sociale, dopo i blocchi dei pescatori e fra timori di una nuova mobilitazione dei gilet gialli.
Alle pressioni sui bilanci delle famiglie si affiancano quelle sui conti pubblici. Il differenziale fra i titoli francesi decennali e il Bund tedesco ha superato i 100 punti base, livello che non si registrava dal 2012. Lecornu cerca intanto 54 miliardi di euro per il risanamento finanziario, mentre si avvicina il voto presidenziale di maggio.