La survey, realizzata in occasione dell’annuncio di Parma come Capitale Europea dei Giovani 2027, ha rilevato che la percezione di distanza è rivolta soprattutto alle istituzioni: solo quattro giovani su dieci (40,5 %) credono che le loro idee e valori siano adeguatamente considerati da Parlamento, Governo ed enti locali.

Il senso di rappresentanza risulta particolarmente debole tra le donne, con il 34 % che si sente rappresentato rispetto al 47 % degli uomini. La fiducia complessiva nei diversi livelli istituzionali è contenuta: il governo nazionale ottiene appena il 24,3 % di valutazioni positive, mentre la fiducia nell’Unione Europea si attesta al 31,4 %, con l’Italia al 33 %, leggermente sopra Francia e Germania.

Le amministrazioni locali registrano il punteggio più alto (media 33,8 %), ma anche qui l’Italia resta al di sotto della media europea, con il 29 % di fiducia nei governi locali. Questa distanza alimenta una diffusa sfiducia nella democrazia, segnalata dal 38,8 % del campione e dal 46 % dei giovani italiani.

Nonostante il pessimismo istituzionale, i giovani non sono inattivi: il 78,5 % ha svolto almeno un’azione di partecipazione pubblica nell’ultimo anno, con l’Italia al valore più alto (81 %). La forma più diffusa di coinvolgimento resta il voto (51,3 % degli intervistati), con il 61 % dei giovani italiani che ha partecipato a elezioni o referendum, rispetto al 47‑52 % negli altri paesi.

Altre modalità di impegno includono l’attivismo online (30,4 % dei giovani, più diffuso tra le donne), la partecipazione a assemblee e forum (15‑16 % in Italia) e il volontariato (24,8 % complessivo, con l’Italia nella media europea).

Quando è stato chiesto quali strumenti potrebbero rendere più efficace la partecipazione giovanile, il 31,2 % ha indicato la necessità di percorsi formativi scolastici per la cittadinanza attiva, mentre il 21,6 % ha ritenuto fondamentale la creazione di “Consigli dei giovani” sul modello di Parma. Altri suggerimenti includono piattaforme digitali (19,2 %) e assemblee cittadine (16,3 %).

Parma, già premiata dall’European Youth Forum per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni, ha introdotto lo “Youth Test”, uno strumento di valutazione d’impatto generazionale che verifica, prima di ogni decisione amministrativa, se l’atto favorisce o danneggia autonomia, lavoro, accesso alla casa o benessere dei giovani. Il Consiglio Locale dei Giovani, nato dal percorso di candidatura, rappresenta le organizzazioni giovanili del territorio e partecipa attivamente al processo decisionale.

Il sondaggio conclude con una nota di speranza: il 69,2 % dei giovani europei crede di poter incidere concretamente sulle politiche pubbliche, percentuale che sale al 76 % in Italia, il valore più alto tra i paesi analizzati. Inoltre, il 42,8 % ritiene che una maggiore presenza delle nuove generazioni nelle istituzioni migliorerebbe la qualità della democrazia.

In sintesi, la sfida non è convincere i giovani a partecipare, ma creare le condizioni – attraverso strumenti come i consigli giovanili, la formazione civica e la rigenerazione urbana – affinché la loro energia si traduca in impatti reali sulle politiche pubbliche.