La lettera, firmata da più di cento esperti, invita le due società a creare un quadro di supervisione indipendente capace di gestire i rischi legati all’IA su larga scala.

Conrad Stosz, presidente del forum, ha dichiarato: “Vogliamo dimostrare l’esistenza di una base comune fondata su principi fondamentali e che garantire una supervisione indipendente possa costituire uno strumento efficace per la gestione dei rischi legati all’IA su larga scala”.

Tra i firmatari figurano figure di spicco come Geoffrey Hinton, considerato uno dei padri dell’IA, nonché ricercatori della Johns Hopkins University, della Stanford University e rappresentanti dell’organizzazione no‑profit di valutazione Metr.

Il documento chiede alle aziende di assicurare ai valutatori esterni le condizioni necessarie di obiettività scientifica, trasparenza, indipendenza e tutele solide per svolgere il loro lavoro in modo credibile ed efficace.

Il dibattito è stato riacceso dopo che lo scorso fine settimana il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha proposto di concedere a alcuni valutatori un accesso simile a quello dei dipendenti per verificare i modelli di base di ultima generazione e i relativi processi di sviluppo.

Questa proposta ha alimentato un acceso confronto nel settore, con diversi leader che hanno invitato il governo degli Stati Uniti a introdurre normative più stringenti per impedire che lo sviluppo dell’IA sfugga al controllo.

Il presidente statunitense Donald Trump e il suo ex responsabile per l’IA, David Sacks, hanno però espresso una ferma opposizione a tali iniziative di regolamentazione.

Il consorzio spera che la pressione esercitata dalla lettera possa tradursi in misure concrete per garantire una valutazione indipendente e sicura dei sistemi di intelligenza artificiale di nuova generazione.