In una nota ufficiale, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha annunciato l'avvio di attività sistematiche di controllo finalizzate a garantire la corretta erogazione delle prestazioni sociali e a tutelare le risorse pubbliche, segnalando incongruenze in alcune DSU relative ai redditi dichiarati.

Le verifiche, basate sull'analisi dei dati autocertificati nella DSU e sui repertori dell'INPS, hanno individuato posizioni con possibili omissioni o discrepanze di reddito; per questi casi è prevista una "rideterminazione" dell'importo dell'Assegno Unico, che potrebbe entrare in vigore a partire da settembre 2026.

Gli utenti interessati riceveranno nei prossimi giorni una comunicazione specifica dall'INPS, nella quale verrà richiesto di regolarizzare la propria posizione e completare l'istruttoria. In assenza di un ISEE valido, l'assegno potrà essere temporaneamente rideterminato secondo la normativa vigente.

Secondo i dati dell'INPS, a luglio 2026, per i figli per i quali l'assegno è stato pagato, l'importo mensile medio in assenza di ISEE era di 58 euro. Nello stesso mese, quasi 4,8 milioni di figli (su circa 9,3 milioni complessivi) rientravano nella fascia ISEE più bassa (fino a 17.468,51 euro).

L'INPS invita i destinatari della comunicazione a utilizzare i servizi online dedicati, a rivolgersi ai CAF o alle strutture territoriali competenti per aggiornare o confermare i dati dichiarati nella DSU, fornendo la documentazione necessaria.

L'Istituto sottolinea che l'individuazione di posizioni da approfondire non implica automaticamente l'accertamento di un'indebita percezione; le verifiche mirano a garantire la correttezza e la completezza delle informazioni utilizzate per calcolare l'Assegno Unico, salvaguardando l'equità del sistema di welfare.