Durante l’intervento conclusivo della festa di Gioventù nazionale Fenix, tenutosi a Roma, la premier ha annunciato che entro pochi giorni verrà presentato al Consiglio dei Ministri un provvedimento che introdurrà, per legge, un numero massimo di studenti stranieri ammessi in ciascuna classe.

Il disegno di legge prevede inoltre che i genitori di alunni stranieri che presentino “problemi gravi di inserimento scolastico” siano tenuti a frequentare corsi di lingua italiana, e che sia introdotto il divieto di indossare burqa e niqab all’interno di tutti gli istituti scolastici, pubblici e privati.

Meloni ha giustificato le misure con un richiamo alla parità di genere, affermando che “a scuola si va a viso scoperto” e che nessuna tradizione può legittimare la copertura del volto di una giovane donna, sottolineando che la parità tra uomo e donna è “non negoziabile”.

Nel medesimo discorso la premier ha risposto alle critiche dell’opposizione, in particolare della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, citando l’aumento del fondo di finanziamento ordinario per le università a 9,4 miliardi di euro, un incremento del 25 % rispetto al 2019, e difendendo la recente abolizione del bollo auto per 14 milioni di veicoli.

Il provvedimento, se approvato dal Consiglio dei Ministri e successivamente dal Parlamento, avrà effetto su tutto il territorio nazionale, imponendo alle scuole di adeguare le proprie politiche di ammissione e di gestione del dress code, mentre i genitori interessati dovranno iscriversi a corsi di lingua per soddisfare i nuovi requisiti di integrazione.