Il raduno, caratterizzato da bandiere e magliette lombarde, ha riunito la “ridotta dei lombardi”, che hanno ascoltato una serie di interventi brevi ma intensi.

Il deputato Luca Molinari ha attaccato duramente il collega Davide Vannacci, definendo il suo programma “scritto in una birreria di Monaco”.

Il consigliere di Salvini, Davide Savoini, ha avvertito che, dopo la conferenza di Pontida, “Salvini farà Zac”, suggerendo possibili scenari di rottura o di confronto simile a quello della Rivoluzione francese.

Il senatore Daniele Fontana ha risposto a critiche definendosi “non ha paura quando è nel giusto” e ha difeso il proprio territorio, sostenendo di non aver detto cose che non doveva dire.

Il momento più toccante è stato il ricordo di Umberto Bossi, fondatore della Lega, citato da più relatori come punto di riferimento storico.

Il presidente della Lega in Veneto, Luca Zaia, ha ricevuto applausi quando ha affermato di volersi candidare a presidente della Repubblica, precisando che il partito non è né di destra né di sinistra, ma “liberale e non liberticida”.

Durante il dibattito è stata proposta la costruzione di nuove carceri per 150 000 posti, presentata come parte di una “evoluzione” della Lega verso una versione più liberale con libertà di coscienza.

Il segretario del partito, Antonio Calderoli, ha chiesto un “esame di coscienza” per Salvini, il leader e i dirigenti, mentre il deputato Gianni Girgetti ha ricordato che “i nemici sono fuori e non dentro”.

Salvini, sul palco con musica di sottofondo, ha definito il quotidiano Il Foglio “servi di regime”, ha letto un articolo del giornale e ha chiesto al pubblico se gli fosse riconfermato il mandato, suscitando fischi e proteste.

Infine, Salvini ha annunciato la convocazione di un congresso straordinario della Lega a ottobre, definendolo “l’unica voce fuori posto” e invitando i delegati a dimostrare la loro fiducia, con la promessa di una “ghigliottina” delle divisioni interne.