Il provvedimento, presentato dal ministro Valditara in una conferenza stampa della Lega, entrerà in vigore direttamente perché, a suo avviso, è urgente intervenire già da quest’anno; il decreto si applicherà ai nuovi arrivi scolastici a partire da quest’anno, mentre le classi già costituite non saranno smantellate.
Il limite del 30 % solleva già preoccupazioni operative: in caso di immigrazione a metà anno scolastico, gli alunni potrebbero non trovare posto in classi che hanno già superato il tetto, mentre nei comuni di montagna o in aree poco popolate la soglia potrebbe impedire l’inserimento di bambini che altrimenti avrebbero avuto posti disponibili.
Valditara ha ricordato che la misura è stata annunciata dalla premier Giorgia Meloni durante la festa della Gioventù al Consolato Generale d’Italia a New York, aggiungendo che la riforma delle Indicazioni nazionali prevede il “ritorno della centralità della storia dell’Occidente” e che il tetto è coerente con il richiamo del presidente Sergio Mattarella contro la ghettizzazione.
Il ministro ha precisato che il limite non riguarda l’origine etnica o nazionale, ma gli alunni che non conoscono adeguatamente la lingua italiana; ha citato i risultati Invalsi per evidenziare il divario linguistico tra studenti italiani e stranieri di prima generazione. Il decreto prevede inoltre oltre 14 milioni di euro per percorsi personalizzati di italiano nei casi in cui la redistribuzione degli alunni non sia possibile, e il governo ha già assunto circa mille docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano a studenti recenti immigrati.
Infine, Valditara ha menzionato i programmi statunitensi “pull‑out”, in cui gli alunni con scarso livello di lingua ricevono lezioni specifiche fuori dalla classe, come modello parzialmente replicabile in Italia.