Il 23 settembre 2026, Anthropic ha annunciato il lancio di Claude Opus 5.5, mentre OpenAI ha ampliato la famiglia ChatGPT con due varianti, GPT‑6 Sol e GPT‑6 Luna, in una dimostrazione di come la corsa all’intelligenza artificiale continui a intensificarsi nonostante le dichiarazioni di rallentamento dei leader della Silicon Valley.

Claude Opus 5.5 è presentato da Anthropic come il modello più avanzato per la programmazione, l’uso autonomo del computer e attività professionali complesse, come la revisione di grandi volumi di codice o la preparazione di analisi e documenti. L’azienda afferma che il nuovo modello costa circa il 40 % in meno rispetto a Opus 5 nei carichi di lavoro tipici, con tariffe API fissate a 4 dollari per milione di token in ingresso e 20 dollari per milione di token in uscita.

OpenAI, dal canto suo, ha introdotto GPT‑6 Sol, orientato a compiti di ragionamento, programmazione e utilizzo di strumenti, e GPT‑6 Luna, pensato per operazioni rapide e a basso costo su larga scala. Sol è tariffato a 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari in uscita, mentre Luna scende a 0,10 dollari in ingresso e 0,50 dollari in uscita, evidenziando una strategia di differenziazione dei costi in base al tipo di utilizzo.

Entrambi i sistemi sono descritti come agenti digitali: ricevono un obiettivo, impiegano strumenti software, analizzano grandi quantità di informazioni e svolgono attività composte da più passaggi, superando il tradizionale ruolo di semplice chatbot. Inoltre, possono elaborare sia testo che immagini, ampliando le possibilità di integrazione nei flussi di lavoro aziendali.

Secondo gli esperti di Anthropic, la sicurezza è stata una priorità nello sviluppo di Opus 5.5, soprattutto per applicazioni sensibili come la cybersecurity. La diffusione di IA capaci di gestire compiti complessi senza supervisione umana solleva, però, interrogativi su responsabilità, affidabilità e potenziali rischi, temi già dibattuti in precedenti analisi sul futuro dell’intelligenza artificiale.