Durante il viaggio a Washington, Donald Trump porterà Xi Jinping a una visita guidata ai National Archives, dove saranno mostrati documenti che raccontano la storia delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti, Cina e Taiwan, un gesto simbolico prima del loro saluto e della promessa di incontrarsi nuovamente a novembre a Shenzhen.

Il contesto storico è complesso: nel 1972 Richard Nixon pagò il disgelo con Mao Zedong accettando la politica di «Una sola Cina», mentre nel 1979 il Congresso approvò il Taiwan Relations Act, impegnando gli Stati Uniti a fornire a Taipei equipaggiamento militare sufficiente a difendersi da un’eventuale aggressione della Repubblica popolare cinese. Nel 1982, gli Stati Uniti e la Cina firmarono tre comunicati congiunti, il terzo dei quali prevedeva una riduzione graduale delle vendite di armi a Taiwan.

Nel dicembre scorso la Casa Bianca ha approvato un pacchetto di 11 miliardi di dollari di materiale difensivo per Taipei; la Cina ha chiesto di bloccarlo e, secondo fonti dell’Amministrazione americana citate da Reuters, una seconda proposta di fornitura da 14 miliardi di dollari è attualmente in discussione, ma Xi vuole evitarla a tutti i costi.

Fonti cinesi citate da Reuters riferiscono che Xi intende sfruttare la visita agli Archivi per “tenere una lezione” a Trump sulla storia del triangolo Stati Uniti‑Cina‑Taiwan, richiamando la “Trappola di Tucidide” e ribadendo che l’aspirazione alla riunificazione di Taiwan è una linea rossa che gli americani non devono oltrepassare, pena il rischio di guerra.

Matt Pottinger, ex vice‑direttore del Consiglio di Sicurezza nazionale nella prima amministrazione Trump, ha commentato: «Scommetto che Xi terrà una lunga lezione al presidente su Taiwan, come ha fatto in precedenti colloqui con lui e altri presidenti». Una fonte Reuters aggiunge che Xi presenterà la versione cinese secondo cui il governo di Taipei “cerca di cambiare lo status quo e agisce da agente provocatore dell’instabilità tra Cina e Stati Uniti”.

Secondo le stesse fonti, Xi potrebbe offrire di esercitare pressione su Teheran per ridurre le tensioni in Medio Oriente in cambio di un ritiro americano dalle forniture di armi a Taiwan; la Casa Bianca, tuttavia, ha preso tempo, lasciando a Trump la decisione in un “tempo ragionevolmente breve”.