Nel pomeriggio del 22 settembre 2026, il presidente Sergio Mattarella, intervenuto in una scuola di Amatrice, ha commentato la decisione del governo di introdurre classi miste, ritenendola oggetto di discussione e sottolineando la necessità di un dibattito più ampio.

Il giorno successivo, la premier Giorgia Meloni ha risposto in maniera “dura” e “meditata”, definendo l’intervento del capo dello Stato una “critica” al suo operato e sottolineando la sua determinazione a non “porgere l’altra guancia”.

Mattarella, che nel 1990 aveva ricoperto la carica di ministro della Pubblica Istruzione nel VI governo Andreotti, ha ricordato che all’epoca l’immigrazione non presentava le stesse dimensioni e complessità attuali, rendendo difficile un confronto diretto tra le due epoche.

Nonostante le recenti tensioni, la relazione istituzionale tra i due capi dello Stato è stata descritta come rispettosa: negli ultimi quattro anni di coabitazione Quirinale‑Palazzo Chigi, Mattarella ha mantenuto un profilo di “arbitro”, evitando scontri aperti e riconoscendo l’evoluzione europeista della premier.

Gli osservatori politici avvertono che questo scambio di accuse potrebbe alimentare il clima pre‑elettorale, poiché la discussione sulle classi miste è già al centro del dibattito pubblico e potrebbe diventare un tema di campagna.