Il provvedimento approvato il 23 settembre completa l'iter parlamentare dopo il voto della Camera. Non autorizza la costruzione immediata di una centrale: definisce invece le procedure con cui saranno esaminati progetti e tecnologie nucleari.

Il governo dispone di dodici mesi per emanare i decreti attuativi e di altri 24 mesi per introdurre eventuali correzioni. Il ministro Gilberto Pichetto ha indicato il 2033 o il 2034 come possibile orizzonte per il primo impianto.

La strategia punta su reattori modulari di piccola taglia, inclusi gli Small Modular Reactor, gli Advanced Modular Reactor e i microreattori. La scelta dei siti dovrà tenere conto della sicurezza, della sismicità, del rischio idrogeologico, delle infrastrutture disponibili e del collegamento alla rete elettrica.

La legge non impone un nuovo referendum. I giuristi ritengono che le consultazioni del 1987 e del 2011 non impediscano il nuovo quadro normativo, anche se i cittadini potrebbero chiedere un referendum abrogativo.