Durante una breve riunione bilaterale a New York, il presidente americano Donald Trump ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che "sia Zelensky che Putin lo vogliono" e che gli Stati Uniti stanno lavorando per porre fine alla guerra in Ucraina.
Trump ha nuovamente chiesto a Mosca di cessare i raid contro le raffinerie, definendoli un ostacolo alla ricerca di una soluzione pacifica, mentre Zelensky ha espresso la speranza di concludere il conflitto prima dell'inverno, se gli Stati Uniti continueranno a sostenere Kiev.
Zelensky ha precisato che il suo viaggio a New York prevede circa venti incontri con leader europei, senatori e membri della Camera dei rappresentanti statunitensi, oltre a rappresentanti di organizzazioni internazionali, aziende americane e think tank, e ha accennato alla prossima firma di un accordo sui droni.
L'incontro avviene nel contesto dell'81ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove la guerra in Ucraina continua a dominare i dibattiti internazionali e le parti cercano canali diplomatici per ridurre le ostilità.
Parallelamente, gli ambasciatori dei 27 paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo per rinnovare per 36 mesi il regime di sanzioni individuali contro la Russia, ma hanno escluso due oligarchi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, su pressione di Francia e Lussemburgo, decisione che ha suscitato critiche da parte di Kiev.
Il prolungamento delle sanzioni, previsto fino al 22 settembre 2029, mantiene la pressione economica su Mosca, mentre l'esclusione di Usmanov e Fridman è vista da Kiev come un segnale di debolezza dell'UE; gli sviluppi diplomatici di New York, inclusi i colloqui tra Trump e Zelensky, potrebbero influenzare ulteriori negoziati di pace.