Durante un’intervista a margine dell’UNGA, Tajani ha sottolineato che “la prospettiva di pace dipende dalla Russia, che pare non voglia mollare e non voglia sedersi”, invitando gli Stati Uniti a essere “convincenti” nel fare pressione su Vladimir Putin.
Il ministro ha confermato che l’Unione europea e i suoi alleati stanno proseguendo con sanzioni e con l’invio di aiuti militari, precisando che è in corso la preparazione del tredicesimo pacchetto di assistenza, compreso il trasferimento di materiale energetico per far fronte al “generale inverno” che sta colpendo la popolazione ucraina.
Tajani ha inoltre espresso la speranza che la Cina possa svolgere un ruolo di mediazione, affermando che “certamente Xi Jinping può essere influente nei confronti di Putin per convincerlo a non continuare una guerra che non riesce a vincere”.
Il ministro ha avvertito di un “rischio” di azioni di guerra informatica da parte della Russia volte a rafforzare la posizione dei suoi alleati in Europa durante le elezioni, citando migliaia di attacchi informatici quotidiani e spiegando che il suo ministero ha istituito una Direzione Generale per la Sicurezza per proteggere le ambasciate italiane da tali minacce.
Sul fronte transatlantico, Tajani ha dichiarato che i legami con gli Stati Uniti sono “solidissimi” e che il rapporto transatlantico è il “pilastro della nostra politica estera al di fuori dell’Europa”, aggiungendo che eventuali divergenze vengono discusse apertamente per via dell’amicizia che implica lealtà e franchezza.
Il ministro ha commentato la decisione del presidente Donald Trump di raggiungere un accordo con la Groenlandia e la Danimarca sulla sicurezza della regione, ma ha precisato che l’Italia non ha gradito la proposta di annettere la Groenlandia agli Stati Uniti, ritenendo che spetti a Danimarca e Groenlandia decidere il loro futuro.
Tajani ha definito “molto duro” l’intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’ONU contro Trump, accusandolo di terrorismo e invitando l’Iran a cambiare tono e a rinunciare al percorso della costruzione dell’atomica.
Infine, il ministro ha ribadito il ruolo dell’Italia come mediatore tra Israele e Libano, affermando che Roma ha insistito per diventare la “capitale della pace” per il Libano e che le trattative, sostenute anche da Stati Uniti e Israele, continueranno a svolgersi sul suolo italiano.