L'AIEA ha confermato che nelle prime ore di questa mattina un drone ha impattato la torre di raffreddamento dell'unità reattore della centrale di Kursk, situata a circa 450 km a sud di Mosca. L'agenzia ha precisato che l'unità era in funzione al momento dell'incidente, ma il suo regime operativo non è cambiato e non si è sviluppato alcun incendio.

Il direttore generale dell'AIEA, Rafael M. Grossi, ha definito "inaccettabili" tutti gli attacchi contro impianti nucleari, sottolineando il rischio per la sicurezza nucleare indipendentemente dal luogo in cui avvengono. Grossi ha nuovamente invitato a una massima moderazione per evitare il rischio di incidenti nucleari.

L'attacco avviene nel contesto di un conflitto in corso tra Russia e Ucraina, che ha visto un incremento di azioni mirate a infrastrutture critiche da entrambe le parti. Nelle ultime settimane, il sindaco di Kiev ha segnalato attacchi con missili balistici contro la capitale, mentre le autorità ucraine hanno denunciato raid su impianti energetici e logistici nella regione di Odessa.

Le autorità russe non hanno ancora fornito dettagli sul responsabile dell'attacco, ma l'evento ha riacceso il dibattito internazionale sulla protezione delle installazioni nucleari in zone di guerra. L'Unione Europea e la Francia, tra gli altri, hanno già espresso preoccupazione per le "guerre ibride" russe e hanno promesso risposte a eventuali ulteriori aggressioni contro infrastrutture critiche.

Finché non emergeranno ulteriori informazioni, l'AIEA continuerà a monitorare la situazione di Kursk per garantire che l'impianto rimanga sicuro e operativo, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l'evoluzione di questi attacchi su obiettivi nucleari.