Secondo i dati diffusi dal Codacons, il gasolio servito ha raggiunto 2,899 euro al litro su tratti delle autostrade A11, A12 e A21, e su altre 13 autostrade sono stati segnalati prezzi superiori a 2,8 euro al litro. Sulla rete ordinaria, il prezzo più alto registrato è stato di 3,189 euro al litro a Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, mentre sei impianti Ip della provincia di Cuneo hanno comunicato 3,103 euro al litro.
L’associazione Codacons ha chiesto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) di verificare se tali valori corrispondano a prezzi effettivamente praticati o se siano il risultato di errori nella comunicazione dei dati al ministero. L’Antitrust, in risposta a un esposto presentato dal Codacons, ha dichiarato di non aver riscontrato irregolarità nella formazione dei prezzi alla pompa.
Confartigianato ha quantificato l’impatto sul settore dei trasporti: da febbraio il caro‑carburanti ha comportato un costo medio aggiuntivo di circa 11.200 euro per ciascun camion di un’impresa di autotrasporto.
Nel settore dell’aviazione, il rapporto settimanale di Eurocontrol per il periodo 7‑13 settembre indica che il prezzo medio del carburante per aerei ha raggiunto 4,58 dollari per gallone, con un aumento del 18 % rispetto alle due settimane precedenti, avvicinandosi ai massimi registrati ad aprile.
Le tensioni sui mercati energetici, legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran, si inseriscono in un contesto di inflazione più ampia. Uno studio del CRC‑Assoutenti evidenzia aumenti significativi in diversi beni e servizi: prodotti informatici come schede di memoria e chiavette USB sono saliti del 58,5 % in sei mesi, gli accessori per l’informazione e la comunicazione del 27 %; le tariffe dei traghetti del 54,2 %; i voli intercontinentali del 36,7 %, quelli europei del 26,5 % e quelli nazionali del 24,6 %; il gasolio da riscaldamento del 31,6 % e il gas naturale distribuito del 27,8 %.
Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del CRC, ha stimato che il conflitto in Medio Oriente ha contribuito a far crescere l’inflazione italiana del 2,8 % dell’indice dei prezzi al dettaglio, con un aggravio potenziale di 926 euro annui per famiglia. Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, il costo complessivo per le famiglie italiane potrebbe raggiungere i 24,6 miliardi di euro entro la fine dell’anno.