Nel volume, Gentiloni propone una “patria comune” fondata su libertà, pace, rispetto dell’ambiente e primato del diritto, sostenendo che l’Europa possa evolvere da un progetto di pace a una vera sovranità strategica senza ricorrere a conflitti armati.

L’autore, che ha guidato il governo italiano dal 2016 al 2018 e ha ricoperto la carica di commissario europeo per gli affari economici e monetari dal 2019 al 2024, utilizza la sua esperienza istituzionale per argomentare che l’Unione europea debba rafforzare la propria autonomia in risposta a minacce esterne e interne.

Gentiloni individua la prima minaccia nella Russia di Vladimir Putin, la cui guerra di aggressione in Ucraina ha già spinto l’UE a sviluppare un “embrione di autonomia strategica”. Egli sottolinea l’uso da parte di Mosca di enormi riserve di combustibili fossili per ricattare l’economia europea, le campagne di disinformazione e il finanziamento di partiti e gruppi critici verso i governi in carica.

Il secondo pericolo, secondo l’ex premier, è il binomio tra nazionalismo sovranista e regimi autocrazie, che si presentano come difensori dei valori tradizionali – “Dio, patria e famiglia” – ma minacciano l’autonomia europea erigendo muri contro l’integrazione.

Gentiloni osserva che l’Unione europea ha già superato due grandi shock: l’uscita del Regno Unito e la recente vittoria dei sovranisti in Italia. Tuttavia, avverte che la maggioranza europea resta “rilassata” e titubante, incapace di difendere l’Unione “a spada tratta”. Per questo, invita a una difesa più alta e vocale dei valori europei.

Il saggio conclude che, per garantire una sovranità autentica, l’UE dovrà confrontarsi con questi nemici, rafforzare le proprie capacità difensive e mantenere la coesione democratica, evitando che i modelli autoritari si diffondano in Europa.