Le due sorelline, residenti a San Cataldo, sono state localizzate sabato mattina da volontari della protezione civile, che hanno avvertito i carabinieri dopo che una donna ha segnalato la loro presenza in un negozio di abbigliamento a pochi passi dalla loro abitazione.
Le bambine, accompagnate in ambulanza al pronto soccorso Sant’Elia di Caltanissetta, sono state dimesse senza problemi di salute e, entro poche ore, sono state trasferite in una comunità protetta insieme ai loro quattro fratelli, su disposizione d’urgenza dei carabinieri con l’intervento della procura minorile, in attesa di convalida dal Tribunale dei Minori.
Le indagini, condotte dal comando provinciale dei carabinieri di Caltanissetta e dalla tenenza di San Cataldo, si concentrano su tre nodi principali: il modo in cui le bambine sono entrate nel negozio, le loro attività nelle ore precedenti al ritrovamento e il vuoto temporale tra la loro scomparsa (verso le 20 di venerdì) e l’allarme alle autorità (solo la mattina successiva).
Il procuratore Salvatore De Luca ha definito le circostanze “poco chiare” e ha annunciato ulteriori approfondimenti, ritenuti “assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilità”. Il negozio è stato posto sotto sequestro per consentire accertamenti tecnico‑scientifici e per l’esame delle registrazioni delle telecamere di zona.
Secondo le testimonianze raccolte, la titolare del negozio ha riferito di aver visto le bambine per l’ultima volta la sera precedente, intorno alle 19.40, e di aver chiuso la saracinesca poco dopo. Il padre delle due sorelle, intervistato dal TGR Sicilia, ha sostenuto che le figlie fossero rimaste nel negozio quando la saracinesca è stata abbassata e ha mostrato un messaggio audio ricevuto dalla negoziante alle 17.03 del giorno del ritrovamento, in cui si leggeva: “Amore, le bambine sono qui, dentro il negozio”. Nessuna accusa è stata formulata né contro la titolare né contro il padre, che ha definito l’accaduto una “marachella”.
I volontari della protezione civile hanno riferito che le bambine, al loro risveglio, apparivano serene e hanno risposto affermativamente alle domande sul loro benessere, senza fornire ulteriori dettagli. L’indagine prosegue con l’analisi delle testimonianze, dei filmati di videosorveglianza e dei movimenti dei minori nelle ore critiche.