Nel discorso tenuto al Palazzo di Vetro, Guterres ha sottolineato che gli scontri, gli sfollamenti e l’espansione degli insediamenti israeliani stanno “demolendo la strada della pace” e hanno alimentato un clima di crescente tensione nella regione.
Il capo dell’ONU ha ricordato che negli ultimi mesi gli attacchi contro i palestinesi sono aumentati a livelli senza precedenti, con continue incursioni militari israeliane nei territori occupati.
Il discorso è stato l’ultimo intervento di Guterres all’Assemblea prima della conclusione del suo mandato, previsto per il 31 dicembre di quest’anno.
Il segretario generale ha invitato i leader presenti a sfruttare gli incontri di alto livello di questa settimana a New York per promuovere la de‑escalation e il dialogo in Medio Oriente, chiedendo la cessazione dei combattimenti, il libero flusso degli aiuti umanitari e il ripristino dei diritti di navigazione in conformità con il diritto internazionale.
Riguardo alla tregua in vigore a Gaza da poco meno di un anno, Guterres ha osservato che quello che viene definito “cessate il fuoco” è in realtà un “scontro a fuoco” meno intenso, ma non una vera cessazione delle ostilità.
Il segretario ha citato le misure provvisorie vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, basate sulla Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, e ha richiesto a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale nella Striscia di Gaza.
Il discorso ha inoltre toccato il conflitto Russia‑Ucraina, descrivendo una “spirale di escalation allarmante” e un aumento delle vittime civili lontano dalle linee del fronte, con attacchi a case, sistemi idrici, energetici e infrastrutture di trasporto che minacciano le catene di approvvigionamento globali.
Guterres ha usato la metafora di “fratture che si allargano” per descrivere le divisioni geopolitiche, avvertendo che le istituzioni e i sistemi di governo attuali riflettono dinamiche di potere ormai superate, e ha sottolineato la sfida cruciale di fronte a una convergenza di minacce senza precedenti.