Durante la puntata di "Cinque minuti" e "Porta a porta", la premier ha definito "dispiaciuta" la mancata uscita anticipata dalla procedura di deficit dell’Unione europea, ma ha ribadito che il governo continuerà a seguire la tabella di marcia già stabilita.
Meloni ha inoltre commentato i dati dell’Istat che mostrano un deficit previsto per il 2025 ancora superiore al 3 %, definendoli un "rammarico" e sottolineando la necessità di evitare che le stime di crescita per il 2024 vengano nuovamente riviste al rialzo.
Sul fronte fiscale, la premier ha confermato la detassazione degli aumenti contrattuali, portata al 5 % nel settore privato, una misura che, secondo il Ministero del Lavoro, ha già coinvolto più di quattro milioni di lavoratori.
Riguardo alle riforme scolastiche, Meloni ha richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul superare i "ghetti" e ha dichiarato che il governo intende creare classi più equilibrate, proseguendo con l’estensione delle semplificazioni previste nella ZES unica.
La premier ha difeso il decreto scuola in discussione, sostenendo che la distribuzione più equa degli alunni stranieri, soprattutto quelli che non parlano italiano, è fondamentale per evitare la formazione di ghetti linguistici.
Meloni ha anche ribadito il divieto del burqa a scuola, definendolo una misura di sicurezza in linea con altre nazioni europee, e ha risposto alle critiche sull’addio al bollo auto, precisando che le regioni saranno rimborsate dallo Stato per le risorse perse.
Infine, la premier ha respinto le accuse di legami con la Russia, definendole infamanti, e ha scherzato sulla possibilità di elezioni anticipate, affermando che finché il governo avrà la fiducia parlamentare continuerà a portare avanti il programma.
Il prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe approvare l’estensione della ZES e la conferma della detassazione, mentre la legge elettorale è attesa in aula alla Camera il 30 settembre, test cruciale per la tenuta della maggioranza.