Durante il discorso all'81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti raggiungeranno un accordo con Teheran dopo le elezioni di midterm, sostenendo che ciò farà scendere i prezzi del petrolio al di sotto dei livelli attuali.

Il discorso è stato caratterizzato dai soliti temi di Trump – "l'America è tornata" e "stiamo vivendo un'età dell'oro" – ma ha mostrato una preoccupazione evidente per il calo dei consensi, con un sondaggio NBC News che indica che il 43 % degli elettori registrati intende votare contro di lui al Congresso, un record dal 1998.

Trump ha giustificato la guerra in corso contro l'Iran, affermando che l'obiettivo è impedire a Teheran di ottenere armi nucleari e ribadendo che "l'Iran non avrà mai l'arma nucleare".

Ha inoltre promesso di risolvere più rapidamente il conflitto tra Russia e Ucraina, minacciando di imporre dazi a Mosca se necessario, e ha ricordato una nuova legge che gli conferisce l'autorità di imporre dazi contro la Russia.

Il presidente ha collegato la conclusione del conflitto iraniano alla sua agenda politica, suggerendo che la fine della guerra e il calo dei prezzi del carburante potrebbero placare le critiche all'interno del Partito repubblicano.

Le previsioni di Trump sulla durata della guerra con l'Iran si sono rivelate errate: inizialmente aveva previsto una durata di quattro‑sei settimane, ma il conflitto è già durato quasi sette mesi.

Gli osservatori internazionali hanno notato che l'annuncio avviene in un momento di tensione globale, con gli Stati Uniti impegnati sia nella guerra con l'Iran sia nel conflitto russo‑ucraino, e che l'accordo post‑midterm potrebbe influenzare i mercati energetici e le dinamiche politiche interne statunitensi.