Durante la serata di apertura, organizzata dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della Moda italiana, la premier è stata accolta in smoking nero e camicia bianca dal sindaco Beppe Sala, dal prefetto Claudio Sgaraglia e dal presidente della Camera, Carlo Capasa, insieme a una schiera di protagonisti del settore.

Al tavolo di Meloni si sono affiancati l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, il CEO di Kering Luca de Meo, Alfonso Dolce di Dolce & Gabbana, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle di Tod’s, il patron di OTB Renzo Rosso, Remo Ruffini di Moncler, la Global Editorial Director di Vogue Anna Wintour, Andrea Guerra di Prada, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.

Capasa ha sottolineato che la moda italiana rappresenta circa il 5 % del PIL nazionale e impiega un milione di persone, definendola una “grande filiera industriale” di rilevanza strategica, soprattutto in un periodo di trasformazioni economiche e geopolitiche.

Meloni ha dichiarato che la sua presenza è un segnale “fisico” di vicinanza al comparto, oltre ai provvedimenti già annunciati, tra cui un pacchetto di 100 milioni di euro destinati a incentivare gli investimenti nel settore della moda.

L’evento è stato il primo di questo tipo da quando, nel 2016, l’allora premier Matteo Renzi aveva partecipato a una cena inaugurale nella stessa sede, evidenziando l’interesse rinnovato del governo per il Made in Italy.

La cerimonia si è svolta in concomitanza con la mostra “Dalí e la Moda” e ha offerto un menu stellato ideato dal ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio, con piatti come la terrina di melanzane al caprino e i Paccheri alla Vittorio, accompagnati da Franciacorta selezionati.