Roma, 23 settembre 2026 – EY‑Parthenon Italia ha diffuso la nuova edizione dell'Infrastructure Barometer, un’indagine basata sul parere di circa sessanta dirigenti di grandi aziende, istituzioni finanziarie, investitori e società di private equity, per valutare le tendenze degli investimenti infrastrutturali nel Paese.

Secondo il report, il 58 % degli investitori ritiene che i fondamentali economici e infrastrutturali dell’Italia siano una delle ragioni principali per investire sul territorio, registrando un incremento di 19 punti percentuali rispetto al 2025.

Il 59 % degli operatori intervistati afferma che gli investimenti realizzati in Italia hanno prodotto rendimenti superiori alla media dei loro portafogli globali, mentre il 67 % giudica la qualità complessiva delle infrastrutture italiana perfettamente allineata agli standard europei, con particolare apprezzamento per i comparti dei trasporti, dell’energia e delle reti digitali.

Analizzando gli ultimi quattro anni, l’energia si conferma il settore più attrattivo, attirando il 45 % delle risorse investite; a seguire trasporti (19 %) e infrastrutture sociali (12 %). La strategia “value‑add” ha registrato la crescita più rapida, raggiungendo il 12 % delle preferenze, triplicando la quota dell’anno precedente (+8 punti percentuali).

Guardando ai prossimi dodici mesi, il 32 % degli operatori prevede che il settore energetico rimanga la destinazione prioritaria per i capitali privati. Tra i segmenti più promettenti figurano le fonti rinnovabili, i data center, i sistemi di accumulo energetico (BESS), l’efficienza energetica e gli aeroporti. Inoltre, il 46 % degli intervistati individua l’intelligenza artificiale come la leva tecnologica destinata a produrre il maggiore impatto sul settore nei prossimi anni.

Il rischio Paese è percepito in diminuzione: solo il 7 % degli operatori lo cita ancora come ostacolo, contro il 15 % del 2025. Come osserva Daniele Ruggeri, Partner di EY‑Parthenon e Private Equity Infrastructure Leader Italy, “la percezione degli investitori rispetto al Paese e al comparto delle infrastrutture in Italia si conferma positiva, grazie a un contesto regolatorio favorevole e a performance superiori alla media del portafoglio”. Ruggeri aggiunge che, con il PNRR in fase avanzata di implementazione, rimangono però ingenti investimenti necessari nei settori dell’energia, delle infrastrutture digitali e dei sistemi di accumulo.