Roma, 23 settembre 2026 – L’Italia rimane sotto procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, una situazione che persisterà almeno fino al 2026, ha confermato Veronica De Romanis, economista e autrice di “Economia della paura”.

De Romanis ha rimarcato che, nonostante il “rammarico” espresso dal ministro dell’Economia, il Paese sta rispettando gli impegni presi con Bruxelles sia per la procedura in corso sia per la traiettoria di crescita della spesa netta, ma il governo ha “giocato male” dal punto di vista della comunicazione.

Secondo la docente, la volontà di un’uscita anticipata dalla procedura – non richiesta da Bruxelles – sembra più un tentativo politico di mostrare una stabilità dei conti superiore a quella concordata, piuttosto che una reale necessità economica.

Il dibattito si inserisce in un contesto di debito pubblico certificato dall’Istat al 136,7 % del PIL, valore più alto della Grecia, e di una spesa per interessi che ha superato i 90 miliardi di euro, cifra superiore a quella destinata all’istruzione.

De Romanis ha inoltre evidenziato che, nel 2025, le uscite complessive hanno raggiunto circa 1.157 miliardi di euro, generando una crescita del PIL di appena lo 0,6 %, e ha avvertito che i margini di manovra sono ormai inesistenti.

Per contenere il debito, la economista propone di eliminare o ridurre le 625 voci di deduzioni e detrazioni fiscali, le cosiddette “tax expenditures”, che provocano un ammanco di entrate di circa 110 miliardi di euro all’anno.

Secondo l’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio e della Commissione sulle spese fiscali, molte di queste agevolazioni sono inique, regressive o motivate da logiche elettorali; De Romanis suggerisce di intervenire su di esse senza eliminarle tutte, ma di recuperare parte delle risorse perse.

Infine, la docente ha sottolineato che il prossimo bilancio dovrà smettere di utilizzare il debito come copertura, trovando le risorse necessarie all’interno della spesa pubblica, per evitare che i creditori decidano il costo del debito italiano.