Durante il suo intervento all’ONU, Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran tende la mano al mondo, ma rifiuta qualsiasi linguaggio basato sulla forza, invitando i poteri globali a privilegiare la legittimità e le trattative rispetto alla coercizione militare.

Il presidente ha inoltre avvertito che consentire un libero accesso allo Stretto di Hormuz potrebbe essere sfruttato da alcuni attori per aggredire l’Iran, minare la sua sicurezza e ostacolare l’accesso alle proprie vie d’acqua, chiedendo quindi il rispetto della sovranità iraniana nella zona.

Pezeshkian ha ribadito la disponibilità dell’Iran a impegnarsi in dialoghi, negoziati e diplomazia, ma ha escluso ogni accettazione di una politica basata sulla minaccia militare, presentando il paese come un attore responsabile pronto a contribuire alla pace internazionale.

Il discorso si inserisce in un contesto di tensioni crescenti nel Golfo Persico, dove recenti avvistamenti di attività navali e incidenti marittimi hanno alimentato preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte commerciali, rendendo le osservazioni di Pezeshkian particolarmente rilevanti per le discussioni sulla stabilità regionale.

Non sono state annunciate misure concrete o cambiamenti di politica immediati, ma le parole del presidente iraniano segnano un chiaro intento di influenzare il dibattito internazionale sulla sicurezza marittima e di promuovere una soluzione diplomatica alle dispute in corso.