Secondo le ricostruzioni, intorno alle 02:17 del 20 settembre, un gruppo di persone si è introdotto nella cascina di famiglia di Roberto Mollo, situata tra le colline del Roero, con l’intento di compiere un furto.

Mollo, dal balcone della sua abitazione, ha sparato a intermittenza, premendo il grilletto ben dodici volte verso le ombre che si muovevano nel cortile, colpendo con un solo proiettile Gjovalin Lazri, che è deceduto sul colpo.

L’autopsia, effettuata dall’Obitorio civico di Torino, ha confermato che la morte è stata causata da un colpo di pistola; gli accertamenti medico‑legali sono ancora in corso e gli specialisti hanno sottolineato la necessità di un sopralluogo sul luogo per completare le indagini.

Le autorità hanno aperto un’indagine penale nei confronti di Mollo, ora indagato per omicidio e tentato omicidio, e hanno avviato le procedure per la ricostruzione dei fatti, compresa l’analisi delle tracce balistiche.

Il Tg 1 ha diffuso l’audio della chiamata di emergenza al 112 effettuata da Mollo pochi minuti dopo gli spari, nella quale l’uomo ha dichiarato di aver avuto “ladri in casa”, di essersi difeso e di non sapere se la persona ferita fosse morta.

Durante la telefonata, Mollo ha ripetuto più volte di aver agito per paura, di aver usato una pistola e di aver sparato a una persona incappucciata che, a suo dire, gli stava “girando in casa”. Gli operatori dei carabinieri hanno cercato di calmarlo, promettendo l’intervento immediato di una pattuglia.

Le indagini proseguono con il coinvolgimento dei carabinieri, del pubblico ministero e dei tecnici forensi; la conclusione dell’autopsia e il sopralluogo sul posto dovranno fornire ulteriori elementi per chiarire le dinamiche dell’accaduto.