Il debutto di Prada, presentato da Miuccia Prada insieme al direttore creativo Raf Simons, ha trasformato la tradizionale passerella in un laboratorio di sperimentazione sulla gonna, definita dalla stilista un “oggetto contemporaneo, flessibile e adattabile”.
Durante la presentazione, Simons ha sottolineato che “i confini, paradossalmente, liberano la creatività”, spiegando come la collezione giochi su continui cambi di materiale, forma e dettaglio: velcro ricamato di cristalli, bottoni metallici automatici, crinolina decorativa, cotone che imita pelle e camoscio, nylon trasformato in cristallo.
Il tema ha suscitato commenti anche al di fuori del mondo della moda: il ministro Mancinelli Tajani ha consigliato alle mogli di indossare “una gonna un po’ più lunga” come “garanzia tessile di affidabilità”, per poi scusarsi; il giornalista Roberto Vannacci ha ribattuto preferendo “una donna sempre senza gonna”.
La sfilata si è inserita in un calendario serrato: dal 25 al 28 settembre sono previsti 203 appuntamenti, 61 sfilate, 88 presentazioni e 54 eventi, con la Camera Moda che prevede ricavi per il 2026 di 91,4 miliardi di euro, in lieve calo dell’1,6 per cento.
Nella stessa settimana, Moschino ha lanciato le collezioni di Loris Messina e Simone Rizzo, fondatori di Sunnei, mentre Maria Grazia Chiuri di Fendi e Meryll Rogge di Marni hanno presentato le loro seconde collezioni. Glenn Martens ha chiuso il suo show per Diesel in un tunnel nero, trattando l’usura come un ricamo rovesciato.
Parallelamente, Vogue World, nato a New York nel 2022, ha aperto la sua edizione milanese nella Galleria, promettendo almeno due milioni di euro al Comune per iniziative culturali, tra cui la riqualificazione di una biblioteca a Quarto Oggiaro. Lo spettacolo ha combinato sfilata, performance artistiche e una raccolta fondi, con la partecipazione di Roberto Bolle, Bianca Balti e Ghali.
Il filo conduttore di tutta la settimana è stato il dibattito su come la moda, attraverso la gonna, possa riflettere e al contempo sfidare le convenzioni sociali, offrendo al pubblico una nuova lettura del corpo e della sua libertà espressiva.