Secondo le ricostruzioni della Procura di Asti, Mollo ha premuto il grilletto ben dodici volte verso le ombre che si muovevano nel cortile, temendo un’intrusione. L’audio della sua chiamata al 112, diffuso dal Tg1 alle 2:17 del 20 settembre, riporta le sue parole: «Ho ferito un ladro, non so se è morto… Ho avuto paura, mi sono armato, mi sono difeso».
Le prime analisi medico‑legali effettuate all’Obitorio civico di Torino indicano che un solo proiettile ha colpito Gjovalin Lazri, che è stato trovato morto sul luogo del presunto furto. Gli specialisti dovranno completare le indagini, includendo una consulenza balistica e un sopralluogo sul posto, per stabilire con precisione la dinamica dei fatti.
Mollo è stato formalmente indagato per omicidio e tentato omicidio. L’avvocato difensore Piermario Morra ha incontrato l’imputato, sottolineando che le conclusioni degli accertamenti tecnici, che saranno depositate entro sessanta giorni, saranno decisive per capire se si tratti di omicidio volontario, colposo o di legittima difesa eccessiva.
La salma di Lazri è stata trasportata nell’obitorio di Torino, dove i familiari hanno potuto vederla prima dell’inizio dell’autopsia. L’avvocatessa Roberta Sismondo, presente al fianco dei parenti, ha dichiarato di avere «massima fiducia nell’operato della procura e degli esperti».
Le autorità hanno avviato le indagini tecniche e giudiziarie; i risultati della consulenza balistica e del sopralluogo saranno presentati al giudice entro due mesi, determinando le eventuali accuse definitive e le misure cautelari nei confronti di Mollo.