Nel pomeriggio di ieri, un gruppo di senatrici appartenenti a partiti di opposizione – Partito Democratico, Italia Viva, Alleanza Verde e Sinistra, Movimento 5 Stelle e il gruppo delle Autonomie – si è radunato nella sala di Palazzo Madama per contestare pubblicamente le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del consigliere Roberto Vannacci.
Tajani, intervenendo in un dibattito su temi di politica estera, ha commentato che "è meglio una donna meno appariscente ma più seria e affidabile, con le gonne un po’ più lunghe", definendo la figura della "ragazza da sposare" come un modello più adeguato.
Nel frattempo, Vannacci, in un’intervista, ha affermato: "Io le preferisco senza", riferendosi alle gonne delle donne, un commento che è stato percepito come un attacco diretto al modo di vestire femminile.
Poche ore dopo, il ministro Tajani ha convocato i giornalisti su Sky TG24, sostenendo che la sua risposta era stata data con leggerezza e che il riferimento a una donna senza vestiti rivelava una "maliziosità personale" dei giornalisti, precisando di non essere un "bacchettone" e di non vergognarsi delle proprie parole.
Le senatrici hanno interpretato queste dichiarazioni come un esempio di machismo e di mascolinità tossica ancora presente nella politica italiana, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale verso una maggiore inclusione ed uguaglianza di genere.
Secondo alcune osservazioni, per la prima volta nella storia repubblicana italiana la guida del governo e della principale forza di opposizione sono affidate contemporaneamente a due donne, ma gli episodi recenti dimostrano che la presenza femminile nei vertici non elimina automaticamente atteggiamenti sessisti.