Il provvedimento, presentato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prevede che le regioni debbano esprimersi entro 45 giorni su progetti di ricerca ed estrazione; se non lo fanno, la Presidenza del Consiglio può concedere una deroga di altri 60 giorni e, decorso questo termine, nominare un commissario che decide al posto della regione.

Meloni ha difeso la misura sostenendo che “non ha senso comprare energia all’estero quando possiamo produrla in Italia” e ha promesso che l’aumento della produzione ridurrà la dipendenza energetica, i costi per famiglie e imprese e genererà maggiori royalties per i territori.

Il decreto ha colto di sorpresa anche il centrodestra lucano. Dopo giorni di silenzio, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (Forza Italia), ha rilasciato una nota con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, assicurando che i limiti di estrazione già previsti non saranno superati e che il controllo sugli impianti sarà rafforzato.

Al contrario, i rappresentanti del centrosinistra, i sindacati e le ONG hanno accusato il governo di incoerenza. Fernando Mega, segretario regionale della CGIL, ha affermato che la Basilicata non può diventare “il bancomat d’Italia”, mentre il WWF ha definito l’aumento della produzione una scelta “insensata” che non migliorerà l’indipendenza energetica ma aggraverebbe il cambiamento climatico.

La Basilicata è la regione più produttiva d’Italia: dal 1996 ha incassato circa 2,45 miliardi di euro di royalties, di cui il 55 % resta alla regione, il 15 % ai comuni e il 30 % allo Stato. Nonostante ciò, i lucani lamentano scarsi benefici concreti, con una media di meno di sei euro per cento di valore del greggio e una persistente povertà che spinge molti giovani all’emigrazione.

Il dibattito sulla nuova normativa si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra sviluppo economico e tutela ambientale. Se il governo dovesse nominare un commissario, la Basilicata perderebbe il veto storico sulle concessioni, alimentando ulteriori polemiche sulla gestione delle risorse e sui rischi per gli ecosistemi locali.