Renzo Bossi, figlio del senatur e co‑fondatore della Lega, ha parlato per la prima volta da sei mesi al quotidiano Adnkronos, in una lunga intervista concessa il giorno in cui suo padre, morto il 19 marzo, avrebbe compiuto 85 anni.

Nel ricordo del padre, nato il 19 settembre 1941, Renzo ha descritto la Lega Nord come “un grande sindacato del Nord”, un movimento nato per difendere chi vive, lavora e produce nei territori settentrionali, includendo operai, imprenditori, artigiani, commercianti, pensionati e giovani.

Secondo Renzo, la missione originaria del partito non è mai stata quella di contrapporre una categoria all’altra, ma di rappresentare un territorio e garantire che una quota adeguata delle risorse prodotte rimanga sul territorio stesso.

Ha sottolineato che l’eredità di Umberto Bossi non è una semplice immagine o slogan, ma un’idea: la difesa del Nord, il federalismo e l’autonomia. Per questo, l’uso del nome e dell’immagine del padre deve essere coerente con le battaglie che ha condotto per tutta la vita.

Riguardo alle tensioni interne alla Lega, Renzo ha dichiarato che spetterà a Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda, parlare dal palco del pratone di Pontida, e ha ribadito che l’evento deve diventare un momento di forte voce per le richieste settentrionali su autonomia, fiscalità, infrastrutture, imprese, lavoro, sicurezza e gestione delle risorse.

Concludendo, ha rivolto un messaggio personale al padre, augurandogli buon compleanno e invitando i sostenitori a ricordare perché la Lega è nata, affinché “la terra e la sua gente vengano prima di tutto”.