Davanti a una platea di studenti, insegnanti e autorità locali, il capo dello Stato ha celebrato l’avvio delle lezioni nella cittadina del Lazio, simbolo della ricostruzione dopo il devastante terremoto del 2016.

Nel suo discorso Mattarella ha citato l’articolo 34 della Costituzione, ribadendo che la scuola deve includere tutti, superare i “muri dell’indifferenza e della incomunicabilità” e impedire la formazione di ghetti o barriere sociali.

Il presidente ha definito la scuola “la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”, evidenziando il ruolo cruciale dell’istruzione nella difesa della civiltà conquistata e nel progresso futuro.

Mattarella non ha menzionato la premier Giorgia Meloni né ha fatto riferimento al recente decreto legge che prevede il divieto del burqa in classe o il tetto del 30 % di studenti stranieri nelle scuole, concentrandosi esclusivamente sul tema dell’inclusione.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha parlato in diretta Rai sottolineando che la padronanza della lingua italiana è indispensabile per una vera integrazione, per il successo scolastico e per un futuro nella società italiana.

Le dichiarazioni dei due protagonisti si inseriscono in un dibattito nazionale su politiche di integrazione e su misure restrittive verso gli studenti stranieri, ma al momento la priorità espressa è quella di rafforzare la coesione sociale attraverso un’educazione aperta e moderna.